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    Cerignola, in manette un 33enne ricercato perché responsabile di maltrattamenti in famiglia

    Pubblicato il

    Finita la fuga di un giovane cerignolano che, per una settimana, ha cercato di eludere l’arresto da parte degli uomini del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cerignola, pensando bene (o male) di rifugiarsi in un Bed & Breakfast in provincia di Napoli. Nel mese di novembre 2015, un uomo presentava presso gli uffici del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cerignola un esposto nei confronti di MONOPOLI Girolamo, 33 anni, cerignolano, chiedendo di essere aiutato in quanto il nuovo compagno della moglie, il MONOPOLI appunto, aveva osato minacciarlo, per il tramite dei figli minori, un giorno che erano usciti con la sua ex moglie, mostrando loro una pistola e dicendogli che con quella avrebbe ucciso il loro padre. Pertanto, nelle prime ore del giorno successivo, personale del Commissariato P.S. di Cerignola si recava presso l’abitazione del Monopoli col fine di effettuare una perquisizione. Durante la perquisizione gli agenti rinvenivano una pistola a salve, priva di tappo rosso, perfetta replica di una GT28 calibro 8 mm, che veniva opportunamente sequestrata, in quanto probabile arma utilizzata per intimorire i bambini.

    monopoli girolamoUna volta accompagnato presso gli uffici del Commissariato, unitamente alla donna, il Monopoli aveva un malore tanto che per i poliziotti si rendeva necessario richiedere l’intervento di personale del 118. Successivamente, mentre il MONOPOLI era in procinto di lasciare gli uffici del Commissariato, la donna richiamava l’attenzione di un agente al quale riferiva di non voler tornare a casa con il MONOPOLI e di volerlo denunciare in quanto sempre sotto costante minaccia da parte dello stesso. La donna, in sede di denuncia, riferiva di aver lasciato il marito per andare a convivere con il MONOPOLI, vedendo di tanto in tanto i suoi due figli minori; la donna aggiungeva anche che, fin dall’inizio della loro storia sentimentale, il MONOPOLI aveva manifestato gelosia nei confronti del suo ex marito, gelosia che man mano aumentava, soprattutto quando la donna era costretta a riaccompagnare i due figli presso l’abitazione del suo ex marito, in modo da non interrompere il rapporto fra padre e figli. Appena iniziata la convivenza fra i due, la donna scopriva di essere incinta, lo comunicava al MONOPOLI e, dopo un primo e breve periodo di spensieratezza, il MONOPOLI cominciava nuovamente a manifestare la sua gelosia che induceva la donna a comunicargli di voler tornare indietro e di volerlo lasciare. La donna riferiva che il suo nuovo compagno, per tutta risposta, le diceva che non poteva più lasciarlo altrimenti avrebbe ammazzato il suo ex marito, arrivando a costringerla a non poter più uscire da sola, voleva essere informato su ogni telefonata che la donna effettuava, arrivando ad accompagnarla ogni qualvolta la donna scendeva in giardino per accompagnare i figli dal padre naturale ed, immediatamente dopo, cominciava a minacciarla dicendole che lo aveva guardato troppo e che non ce la faceva più e lo doveva ammazzare, mostrandole una pistola che custodiva sopra l’armadio di casa, che non c’era nel momento della perquisizione e non sapeva dove l’avesse nascosta.

    La donna ad ogni minaccia, per paura che il MONOPOLI potesse mettere in atto quanto a lei più volte dichiarato, tentava di avvisare il suo ex marito per il tramite dei suoi figli, avvisandolo di stare attento. Dopo avere sporto denuncia, la donna veniva accompagnata presso una casa famiglia, al sicuro, mentre i figli venivano affidati al padre naturale. A distanza di un mese dalla denuncia il Tribunale di Foggia emetteva Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere nei confronti del MONOPOLI Girolamo, opportunamente richiesta dagli uomini del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cerignola. Tuttavia, quando gli agenti si recavano presso l’abitazione dell’uomo per eseguire l’ordinanza, appuravano che lo stesso era riuscito a convincere nuovamente la donna a tornare con lui e che erano andati via insieme a Milano. Pochi giorni d’indagine sono bastati per riuscire a risalire al luogo ove il MONOPOLI si nascondeva con la donna: un “Bed & Breakfast” di Acerra, in provincia di Napoli, dove gli agenti del locale Commissariato di Pubblica Sicurezza, su segnalazione degli investigatori Cerignolani, rintracciavano i due fidanzatini eseguendo l’Ordinanza applicativa della Misura Cautelare in Carcere, accompagnando il MONOPOLI presso la Casa Circondariale di Poggioreale in Napoli, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che procede.

    3 COMMENTS

    1. io mi chiedo possibile quando si tratta di omicidi e reati molto piu gravi non si mostra ne nome ne volto delresponsabile.per reati minori tutto anche che alimenti mangia,numero di scarpe ecc.booooo

      • se minacciare un uomo mostrando una pistola ai figli è una cosa

        di poco conto (o non grave) allora tutto il resto diventerebbe lecito….

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